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CROCIFISSO: DALLE PARETI AI CUORI

Il Vaticanese.it: Fonte, Fabio Gallo - Se qualcuno non avesse detto in modo esplicito di togliere il Crocefisso dalle scuole mi sarebbe di certo sfuggita, ove non fosse stato apposto, la sua assenza. E forse me ne sarei dimenticato che Cristo stava li. Da laico onestamente non ho compreso il principio di questo laicismo esasperato che induce alla desertificazione e alla disidratazione dei principi su cui si regge il genere umano. Si è giunti al conio di una legge che proibisce l'apposizione del simbolo della storia cristiana violando il diritto di ogni uomo alla sua Memoria. Non sono d'accordo con chi dice che bisogna tutelare la "tradizione". Si tratta, invece, di tutelare appunto il Diritto alla Memoria di un evento che proviene dall'opera dell'uomo. Si tratta di "storia" e la storia non si tocca  e non cancella - come disse Ildefonso Rea abate di Montecassino quando, rasa l'Abbazia al suolo dagli americani disse senza scomporsi: la Storia non si tocca: metteremo tutto dove era, come era". Come il mondo si è giustamente ribellato a chi ha sparato sui Buddha per cancellarli dalla memoria ora potrà altrettanto giustamente ribellarsi per l'azione contro il Cristo crocefisso. Nel caso dei Buddha si è dimostrato che l'assenza conferma la presenza e tutti ne parlano oggi più di prima e si sono sviluppate forme di turismo e di economia forti dell'assenza/presenza. Nel caso di Cristo si aggiunge una novità allorquando guardando quella parete bianca i giovani comprenderanno che è ancora più edificante avere il Crocefisso appeso nel cuore vivo che su pareti morte. Lasciamo che sulle pareti questi uomini scrivano ciò che desiderano. Cristo, essi non hanno appreso dalla storia, scriverà con maggiore incisività e con onestà profonda sul piano dei secoli ove, queste cattive azioni, ci aiutano a diventare donne e uomini migliori, una comunità mondiale consapevole, matura e solidale.

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